sabato 16 novembre 2013
martedì 15 ottobre 2013
martedì 1 ottobre 2013
martedì 3 settembre 2013
La vendemmia del diavolo.... (Lettere dal cane/3)
Miei preziosi fratellini,
mi faceva sempre molto sorridere quando in seminario minore, arrivando all'inizio dell'estate e quindi delle vacanze, il nostro padre spirituale citava un'antico adagio in voga nei seminari: "ricordatevi che l'estate è la vendemmia del diavolo".
Diavolo?
Cos'è questo diavolo?
Cos'è il male?
Ma posso ancora credere a tutto questo?
Il male non è forse un'azione sbagliata il cui unico responsabile è e rimane l'uomo?
Le "antenne" degli esercizi di realtà... (Lettere dal cane/2)
Miei cari e preziosi fratellini,
torno a scrivervi per condividere con voi alcune considerazioni che credo dobbiamo rimettere al centro della nostra attenzione.
L'opera che Dio sta compiendo attraverso il nostro Si, è un'opera grande e meravigliosa. Ne avverto ogni giorno le vertigini. Ma questo nostro Si non deve mai essere confuso con qualche momento emotivo che è già archiviato nelle cose "già viste" e "già fatte". Il primo vero discernimento che dobbiamo imparare è la differenza tra la "pancia" e il "cuore". La Fraternità è un educazione che Dio sta operando dentro la nostra vita con il cambiamento del "cuore", e non della "pancia"..."toglierò da voi il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne....". Questa educazione non ci cambia le emozioni, cambia la parte più profonda della nostra vita.
Educazione, nel vangelo, non è psicologia, pedagogia, filosofia, meditazione, riflessione, respirazione, oroscopo, chiaroveggenza....e chi più ne ha più ne metta. Educazione, nella logica del Vangelo, è ciò che Gesù ha fatto con i suoi discepoli. Egli è stato con loro...."...li chiamo perchè stessero con Lui e perchè andassero..."...Il Vangelo ci ricorda che la chiamata che Gesù fa dei suoi discepoli ( e quindi anche la nostra) è una chiamata fatta non solo di verbi in uscita..."andare", ma è innanzitutto fatta di un verbo importantissimo: "stare". Stare con Lui....Gli esercizi di realtà sono un puntare i piedi in questo verbo. Non possono e non devono diventare opzionali. Per noi non è opzionale "stare" con Lui nella maniera che Egli stesso ha suscitato in noi. Questa maniera sono gli esercizi di realtà.
lunedì 2 settembre 2013
Vocare (Lettere dal cane/1)
Vorrei chiarire il senso di fondo della "chiamata alla fraternità". Essa non è "propaganda", nel senso che non va venduta come una nostra idea bellissima a cui far innamorare anche gli altri. Essa è Una "vocazione", cioè una "chiamata di Dio".
Dopo la "chiamata" alla fede, ciascuno di noi riceve una "chiamata" specifica che lo introduce in una sorta di "vita vera", più intensa, più profonda, più appassionata, appunto più vera. Da cosa la si riconosce che è "più vera"? dal coinvolgimento della nostra libertà. Essa esige da noi una decisione. Senza questa decisione non si dà nessuna "vita vera". Esattamente come quando si ama qualcuno: non si può parlare di amore finchè non si decide di amare,. Senza questa decisione c'è solo innamoramento, e l'innamoramento è destinato a finire perchè è come un'antipasto... L'amore invece è come il vino, più passa il tempo, più invecchia, più diventa buono e prezioso. Ma ciò che lo rende "vino buono" è l'unione di queste due caratteristiche: "La Grazia che ci chiama", che ci pro-voca (chiamare per),e la decisione personale che io prendo consapevolmente e con tutto me stesso.
Fatta questa premessa il nostro principale lavoro e impegno deve essere: "pregare il padrone della messe perchè mandi operai nella sua messe".
venerdì 28 settembre 2012
L’Amore e l’amare (Esercizio di realtà/4)
“Noi amiamo, perché egli ci ha amati per
primo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un
mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio
che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami
anche il suo fratello”. (1Gv 4, 19-21)
La
Parola di Dio è carica di amore per il prossimo.
Siamo
noi che separiamo i tre amori a cui siamo chiamati (l’amore a noi stessi,
l’amore al prossimo, l’amore a Dio).
Quando
l’amore funziona, è sempre un amore a se stessi, agli altri e a Dio. Escludere
uno di questi amori significa togliersi dalla logica della fede cristiana così
come ce l’ha insegnata Gesù Cristo. Per questo un altro esercizio di realtà
importantissimo è l’amore.
Solo
quando amiamo siamo reali.
Senza
amore siamo desiderio, attesa, emozioni, calcolo, strategia, ma non siamo
reali. L’Amore e l’amare ci mettono al mondo.
Tutta la vita
cristiana è un continuo impegno ad imparare ad amare. Siamo nati con questa
vocazione profonda. Se non amiamo stiamo male, e la morte comincia a farsi
spazio dentro di noi attraverso la tristezza, il non senso, il male oscuro
della depressione. Gesù lo dice chiaramente nel Vangelo di Giovanni: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate
gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli
altri”. (Gv 13,34)
Questo comandamento è un comandamento
che non contraddice tutti gli insegnamenti ricevuti, ma è un comandamento di
sintesi; è come voler dire: “in definitiva imparate ad amarvi e capirete ogni
cosa”.
Il
nostro vero problema è recuperare ciascuno di questi tre amori e cominciare a
viverli in unità e non più in maniera separata.
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